PAPA: “IN TROPPI AMANO CANI E GATTI E IGNORANO LA SOFFERENZA DEL VICINO”

2463179-pope_fraNon confondiamo la pietà con il pietismo. Lo ammonisce papa Francesco nel corso della catechesi per l’udienza giubilare in piazza San Pietro. «Tra i tanti aspetti della misericordia, ve ne è uno che consiste nel provare pietà o impietosirsi nei confronti di quanti hanno bisogno di amore. La pietas è un concetto presente nel mondo greco-romano, dove però indicava un atto di sottomissione ai superiori: anzitutto la devozione dovuta agli dei, poi il rispetto dei figli verso i genitori, soprattutto anziani. Oggi, invece, – avverte Bergoglio – dobbiamo stare attenti a non identificare la pietà con quel pietismo, piuttosto diffuso, che è solo un’emozione superficiale e offende la dignità dell’altro». «Allo stesso modo, – osserva Francesco – la pietà non va confusa neppure con la compassione che proviamo per gli animali che vivono con noi». Il Papa rende il concetto ancora più esplicito: «accade che a volte si provi questo sentimento verso gli animali, e si rimanga indifferenti davanti alle sofferenze dei fratelli. Quanta gente attaccata a cani e gatti e poi lascia sola e affamata la vicina. No, per favore no!».  La pietà a cui fa riferimento il Papa «è una manifestazione della misericordia di Dio. È uno dei sette doni dello Spirito Santo che il Signore offre ai suoi discepoli per renderli ‘docili ad obbedire alle ispirazioni divinè. Per Gesù provare pietà equivale a condividere la tristezza di chi incontra, ma nello stesso tempo a operare in prima persona per trasformarla in gioia». Da qui l’esortazione del Papa: «Anche noi siamo chiamati a coltivare in noi atteggiamenti di pietà davanti a tante situazioni della vita, scuotendoci di dosso l’indifferenza che impedisce di riconoscere le esigenze dei fratelli che ci circondano e liberandoci dalla schiavitù del benessere materiale». Papa Francesco cita Dante: «Guardiamo l’esempio della Vergine Maria, che si prende cura di ciascuno dei suoi figli ed è per noi credenti l’icona della pietà. Dante Alighieri lo esprime nella preghiera alla Madonna posta al culmine del Paradiso: ‘In te misericordia, in te pietate, in te s’aduna quantunque in creatura è di bontatè».

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